domenica 9 settembre 2012

IL DOLORE NEL PARTO


In questi anni molte volte ho dovuto lottare sopra questo tema “IL DOLORE DEL PARTO” e “IL RUOLO DELL’OSTETRICA”, le discussioni più grandi sono state con medici, anestesisti, a volte con mariti… che mi “ accusavano” di trattare la donna come un animale perché stava soffrendo e non praticavamo un analgesia o per le posizioni che facevo assumere alla donna nel travaglio, di annullarle la razionalità, che nel nostro secolo è impossibile che le nostre donne soffrano, che siano animali.. perchè siamo esseri razionali..
Quello che ho meditato in questi anni di esperienza e aver assistito moltissimi parti nelle piu’ svariate situazioni è  che sempre di più il parto è stato mascolinizzato, che agli uomini non piace vedere le donne gridare, arrabbiarsi, muoversi come matte, dire cose senza senso, andare come in trance perdendo la ragione…e  no questo non può essere… non può essere per alcuni di loro che non siamo più le donne tranquille, femminili, ben aggiustate, che parlano bene, che controllano tutto e che non si sottomettono agli ordini…
La verità è che per anni gli uomini non hanno partecipato al processo del parto, le donne sono sempre state accompagnate da altre donne maternali è stato negli anni 70 che gli uomini poco a poco sono entrati nelle sale parto quindi fino ad allora non avevano mai immaginato cosa volesse dire dare alla luce un figlio, la forza che esprime una donna per confrontarsi con il travaglio e questo gli anche mostrato apertamente come possono essere forti le donne davanti ad un dolore “ che sembra  farti morire” ( a detta delle mamme che hanno partorito!”)…loro che sempre sono stati i detentori della forza nella famiglia, che cacciavano gli animali, facevano le guerre, lavoravano tutto il giorno… eccoli confrontarsi con una nuova forza che mai avevano visto “il dolore del parto” e come le donne lo affrontano!
Con il tempo i nostri parti hanno raggiunto limiti patologici con indici di ormoni dello stress elevati, perché?..Perchè dobbiamo rispondere a tutte aspettative della gente intorno a noi durante il travaglio: i protocolli degli ospedali a volte troppo stretti, che il nostro corpo lavori al ritmo di un centimetro all’ora se no mi romperanno le membrane, mi metteranno l’ossitocina, mi faranno un cesareo, che il corpo inneschi il travaglio entro le 41 settimane altrimenti mi indurranno il parto o ancora peggio se non è in turno il mio ginecologo, niente grida o il personale sanitario potrebbe infastidirsi e mi proporranno un epidurale o morfina per farmi stare tranquilla, che il mio bimbo nasca in un ora di spinta o mi faranno una ventosa, che non mi muova molto o che mi  metta come loro mi dicono..è se il mio corpo mi spinge a muovermi e per intuito mi propone delle posture che mi danno sollievo?...signora che è lei a decidere mi faccia fare il mio mestiere!..e molto molto di più…troppe le aspettative proprio mentre ci stiamo confrontando con un’esperienza unica, un dolore unico che all’improvviso può cambiare la sua faccia e trasformarsi così per queste costrizioni da dolore fisiologico a patologico.
Il dolore ci protegge e vogliono azzittirlo perché??? E con gli anni le stesse donne  che si erano tramandate i segreti del parto e li avevano custoditi ora chiedono di azzittirlo..ora con tutta questa tecnologia è inutile soffrire…ed ecco il netto cambio culturale, associare il dolore del parto a qualcosa di retrogrado..delle nostre nonne..noi no…noi donne che lavoriamo, donne in carriera e affermate, colte e intelligenti perché vivere tanto dolore quando il progresso avanza?..abbiamo perso l’antica sapienza e la cultura della potenza del nostro corpo, preferiamo drogarlo, non capire più nulla e terminare…
Ed è qui che entriamo noi in scena, la figura dell’ostetrica che ha il compito di educare e far riscoprire alle donne il potere del dolore fisiologico e cosa stiamo perdendo con gli anni a tal punto da non trasmetterlo più alle generazioni future.
Dobbiamo partire dalla radice e spiegare bene due cose fondamentali:
- la lotta durante il parto tra adrenalina e ossitocina;
- mettere la neocorteccia ( la nostra parte del cervello intellettuale) a riposo;
Analizziamo il primo punto..I mammiferi in generale in una situazione di emergenza secernano adrenalina e non possono liberare ossitocina (l’ormone timido dell’amore,timido perchè bastano intrusioni esterne o situazioni non familiari per eviatarne la produzione), questo come meccanismo evasivo d’istinto per garantire la sopravvivenza e la protezione per la partoriente e il suo bebè. Produrre adrenalina ( uno degli ormoni del nostro corpo) è una risposta automatica ad una situazione che ci fa paura o ci risulta una minaccia. Le donne che stanno per mettere al mondo un bambino sono molto vulnerabili; i sintomi della elevata produzione di adrenalina sono: aumento della pressione sanguigna, caldo freddo sulla pelle, pupille dilatate, aumento del ritmo cardiaco, respirazione agitata, ansietà..ecc possono mettersi in marcia in seguito a una serie di fattori stressanti: rumori forti, ambienti poco familiari per il parto, interruzioni o distrazioni, mancanza di privacy e procedimenti invasivi,vergogna..ecc
E qui che sta l’arte dell’ostetrica:
- identificare la fonte della paura ed eliminarla;
- adottare rimedi basici per il controllo del panico;
- evitare procedimenti innecessari;
- cambiare l’ambiente e renderlo accogliente;
- abbassare le luci, proporzionare un ambiente tranquillo e rilassante,
- ridurre il numero degli assistenti;
- facilitare l’assistenza continuativa di professionali con empatia;
- cacciare chiunque manifesti segni di ansia;
- dare tempo all’adrenalina di diminuire e all’ossitocina ed endorfine  di riapparire ( più o meno in un’ ora)
Per il secondo punto,quello che riguarda la neocorteccia l’importante è che abbandoni la sua attività e si ponga a riposo per assomigliare alla maggior parte dei mammiferi. Questa soluzione è facilmente comprensibile da quel gruppo di madri che hanno partorito con le minime interferenze possibili. Quando una donna partorisce in questo modo arriva un momento in cui ha l’impressione  di disconnettersi dal mondo, si dimentica di tutto quello che ha imparato, letto, di quali erano i suoi progetti. Osa comportarsi in una maniera che non consideriamo accettabile per una donna civilizzata: grida, si arrabbia, manca dei principi della buona educazione, dice cose senza senso, adotta posture strane, sorprendenti, primitive, molte volte quadrupedi, è in un altro pianeta. Questo è il segnale evidente della riduzione del controllo neocorticale ( cervello intellettuale) condizione previa perché il parto sia facile.
Dobbiamo evitare i principali stimoli neocorticali:
1.  Il linguaggio: il silenzio è una necessita prioritaria in una donna in travaglio;
2.  Evitare domande: provare a rispondere  a una domanda genera una gran attività della neocorteccia;
3.  La luce: prima di andare a dormire spegniamo la luce per facilitare che la ghiandola pineale liberi melatonina che riduce a sua volta l’attività neocorticale ( la cosidetta frase “spegnere il cervello!”, il senso della vista è più intellettuale dei nostri sensi);
4.  Evitare che la donna si senta osservata:  evitare che l’ ostetrica si sieda di fronte alla donna osservandola, ma si metta in un angolo tranquilla;
5.   Percezione di un pericolo: fare in modo che si senta sicura

Un importantissimo ginecologo Michel Odent parla del cosidetto “CONTAGIO EMOZIONALE” dove gli stati emozionali con intensa liberazione di adrenalina si contagiano. Non si può raggiungere uno stato di completo rilassamento se abbiamo vicino qualcuno che è teso, uno delle principali preoccupazioni di una autentica ostetrica è mantenere il suo indice di adrenalina il più basso possibile, questo si può comprendere bene se ricordiamo che anticamente la levatrice era una donna che aspettava il tempo tessendo,un atto ripetitivo come fare il punto costituisce un mezzo per far scender l’indice di adrenalina.
Solo in questi casi il corpo della donna produce endorfine  ( i nostri ormoni naturali simili alla morfina) in un livello adeguato per portare al minimo il livello del dolore.
La sensazione dolorosa e gli stimoli esterni viaggiano metaforicamente su due strade parallele che vanno dalla pelvi al cervello, con adeguati stimoli quali ad esempio il tatto, un massaggio, alternanza di caldo freddo  riusciamo a fare arrivare in ritardo al cervello lo stimolo del dolore che detto sempre metaforicamente viaggia sulla strada più lenta, gli stimoli sull’autostrada (per capirci meglio es: quando ci scottiamo un dito e lo mettiamo sotto l’acqua fredda la prima sensazione che abbiamo è il sollievo, il dolore sopraggiunge in seguito). Quindi con il giusto gioco di equilibri ormonali tra adrenalina, ossitocina ed endorfine e la giusta gestione dell’analgesia naturale e dei cambi posturali noi donne possiamo realmente vivere il dolore del parto nella sua forma fisiologica e non patologia, anzi beneficiando di un’esperienza unica, che ci fa riscoprire il potere e le potenzialità del corpo, alcune riferiscono perfino un esperienza simile ad un orgasmo di origine sessuale. Per non parlare delle ripercussioni che un’ esperienza così primitiva e selvaggia può avere sulla nostra anima e in seguito sulla maternità e nella relazione con i nostri bambini, le potenzialità e i livelli ormonali per andare incontro all’allattamento  altro momento che ci puo’ mettere a dura prova e inoltre meno rischio di andare incontro al fenomeno della depressione postpartum.
Le endorfine sono analgesici naturali, creano sensazione di benessere e promuovono sentimenti positivi, creano il clima emozionale per il vincolo materno - filiale, permettono un effetto amnesico perché ci si dimentichi dei momenti peggiori del parto per tornare a riprodursi. Si liberano in risposta al travaglio di parto e allo sforzo, senza questi fattori le endorfine non si libereranno nel circolo sanguigno e la donna soffrirà di più e sarà meno preparata per dare alla luce suo figlio.
Il dolore del parto è fondamentale per il disincatenarsi della produzione ormonale, è necessario riconoscere che i problemi dell’allattamento, il fallimento del vincolo e la mancata nascita dei sentimenti materni possono essere conseguenza delle pratiche inappropriate durante il parto che  colpiscono il delicato equilibrio degli ormoni della gravidanza e del parto.
Il dolore non è una malattia, un malessere che con il tempo i medici hanno considerato prescindibile, senza valore alcuno, un male da curare con la tecnologia e i trattamenti.
Dobbiamo comprendere che mettere a tacere il dolore del parto è molto più che eliminare qualcosa di fisico, va molto più in la, parliamo  dell’importanza che tutto questo ha nel nostro futuro di mamme e per i nostri bambini..per le donne nel futuro…
..e proprio queste donne saranno capaci di mettere al mondo un figlio con i propri ormoni dell’amore?
..quali saranno le conseguenze di un sistema ossitocico debilitato?
…le capacità di partorire si andranno perdendo di generazione in generazione, ora che ogni volta di più andiamo incontro all’aiuto farmacologico dove l’infusione dell’ossitocina sintetica si sostituisce alle sostanze analgesiche naturali che il nostro stesso corpo produce?
Vi lascio con questi interrogativi e voglio che riflettiamo molto anche su come spesso noi ostetriche assistiamo un parto incapaci di incontrare la chiave di lettura di ogni donna cosiderandola un essere speciale, con una sua storia personale e non creando situazioni tali che il maggior numero possibile di donne possa dare alla luce i suoi bambini e le loro placente contando unicamente con la liberazione del suo proprio cocktel di ormoni dell’amore!!


Quest'articolo lo dedico alle mie due amiche che partoriranno a breve Sonia prima e Annalisa poi...spero vi possa essere di grande stimolo...potete e possiamo farcela.. Auguri!!!
 ORIELLA

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