In
questi anni molte volte ho dovuto lottare sopra questo tema “IL DOLORE DEL
PARTO” e “IL RUOLO DELL’OSTETRICA”, le discussioni più grandi sono state con
medici, anestesisti, a volte con mariti… che mi “ accusavano” di trattare la
donna come un animale perché stava soffrendo e non praticavamo un analgesia o
per le posizioni che facevo assumere alla donna nel travaglio, di annullarle la
razionalità, che nel nostro secolo è impossibile che le nostre donne soffrano, che
siano animali.. perchè siamo esseri razionali..
Quello
che ho meditato in questi anni di esperienza e aver assistito moltissimi parti
nelle piu’ svariate situazioni è che sempre
di più il parto è stato mascolinizzato, che agli uomini non piace vedere le
donne gridare, arrabbiarsi, muoversi come matte, dire cose senza senso, andare
come in trance perdendo la ragione…e no
questo non può essere… non può essere per alcuni di loro che non siamo più le
donne tranquille, femminili, ben aggiustate, che parlano bene, che controllano
tutto e che non si sottomettono agli ordini…
La
verità è che per anni gli uomini non hanno partecipato al processo del parto, le
donne sono sempre state accompagnate da altre donne maternali è stato negli
anni 70 che gli uomini poco a poco sono entrati nelle sale parto quindi fino ad
allora non avevano mai immaginato cosa volesse dire dare alla luce un figlio, la
forza che esprime una donna per confrontarsi con il travaglio e questo gli
anche mostrato apertamente come possono essere forti le donne davanti ad un
dolore “ che sembra farti morire” ( a
detta delle mamme che hanno partorito!”)…loro che sempre sono stati i detentori
della forza nella famiglia, che cacciavano gli animali, facevano le guerre, lavoravano
tutto il giorno… eccoli confrontarsi con una nuova forza che mai avevano visto
“il dolore del parto” e come le donne lo affrontano!
Con
il tempo i nostri parti hanno raggiunto limiti patologici con indici di ormoni
dello stress elevati, perché?..Perchè dobbiamo rispondere a tutte aspettative
della gente intorno a noi durante il travaglio: i protocolli degli ospedali a
volte troppo stretti, che il nostro corpo lavori al ritmo di un centimetro
all’ora se no mi romperanno le membrane, mi metteranno l’ossitocina, mi faranno
un cesareo, che il corpo inneschi il travaglio entro le 41 settimane altrimenti
mi indurranno il parto o ancora peggio se non è in turno il mio ginecologo,
niente grida o il personale sanitario potrebbe infastidirsi e mi proporranno un
epidurale o morfina per farmi stare tranquilla, che il mio bimbo nasca in un
ora di spinta o mi faranno una ventosa, che non mi muova molto o che mi metta come loro mi dicono..è se il mio corpo
mi spinge a muovermi e per intuito mi propone delle posture che mi danno sollievo?...signora
che è lei a decidere mi faccia fare il mio mestiere!..e molto molto di più…troppe
le aspettative proprio mentre ci stiamo confrontando con un’esperienza unica,
un dolore unico che all’improvviso può cambiare la sua faccia e trasformarsi
così per queste costrizioni da dolore fisiologico a patologico.
Il
dolore ci protegge e vogliono azzittirlo perché??? E con gli anni le stesse
donne che si erano tramandate i segreti
del parto e li avevano custoditi ora chiedono di azzittirlo..ora con tutta
questa tecnologia è inutile soffrire…ed ecco il netto cambio culturale, associare
il dolore del parto a qualcosa di retrogrado..delle nostre nonne..noi no…noi
donne che lavoriamo, donne in carriera e affermate, colte e intelligenti perché
vivere tanto dolore quando il progresso avanza?..abbiamo perso l’antica
sapienza e la cultura della potenza del nostro corpo, preferiamo drogarlo, non
capire più nulla e terminare…
Ed
è qui che entriamo noi in scena, la figura dell’ostetrica che ha il compito di
educare e far riscoprire alle donne il potere del dolore fisiologico e cosa
stiamo perdendo con gli anni a tal punto da non trasmetterlo più alle
generazioni future.
Dobbiamo
partire dalla radice e spiegare bene due cose fondamentali:
-
la lotta durante il parto tra adrenalina e ossitocina;
-
mettere la neocorteccia ( la nostra parte del cervello intellettuale) a riposo;
Analizziamo
il primo punto..I mammiferi in generale in una situazione di emergenza
secernano adrenalina e non possono liberare ossitocina (l’ormone timido
dell’amore,timido perchè bastano intrusioni esterne o situazioni non familiari per eviatarne la produzione), questo come meccanismo evasivo d’istinto per garantire la sopravvivenza
e la protezione per la partoriente e il suo bebè. Produrre adrenalina ( uno
degli ormoni del nostro corpo) è una risposta automatica ad una situazione che
ci fa paura o ci risulta una minaccia. Le donne che stanno per mettere al mondo
un bambino sono molto vulnerabili; i sintomi della elevata produzione di
adrenalina sono: aumento della pressione sanguigna, caldo freddo sulla pelle,
pupille dilatate, aumento del ritmo cardiaco, respirazione agitata, ansietà..ecc
possono mettersi in marcia in seguito a una serie di fattori stressanti: rumori
forti, ambienti poco familiari per il parto, interruzioni o distrazioni,
mancanza di privacy e procedimenti invasivi,vergogna..ecc
E
qui che sta l’arte dell’ostetrica:
-
identificare la fonte della paura ed eliminarla;
-
adottare rimedi basici per il controllo del panico;
-
evitare procedimenti innecessari;
-
cambiare l’ambiente e renderlo accogliente;
-
abbassare le luci, proporzionare un ambiente tranquillo e rilassante,
-
ridurre il numero degli assistenti;
-
facilitare l’assistenza continuativa di professionali con empatia;
-
cacciare chiunque manifesti segni di ansia;
-
dare tempo all’adrenalina di diminuire e all’ossitocina ed endorfine di riapparire ( più o meno in un’ ora)
Per
il secondo punto,quello che riguarda la neocorteccia l’importante è che
abbandoni la sua attività e si ponga a riposo per assomigliare alla maggior
parte dei mammiferi. Questa soluzione è facilmente comprensibile da quel gruppo
di madri che hanno partorito con le minime interferenze possibili. Quando una
donna partorisce in questo modo arriva un momento in cui ha l’impressione di disconnettersi dal mondo, si dimentica di
tutto quello che ha imparato, letto, di quali erano i suoi progetti. Osa
comportarsi in una maniera che non consideriamo accettabile per una donna
civilizzata: grida, si arrabbia, manca dei principi della buona educazione, dice
cose senza senso, adotta posture strane, sorprendenti, primitive, molte volte
quadrupedi, è in un altro pianeta. Questo è il segnale evidente della riduzione
del controllo neocorticale ( cervello intellettuale) condizione previa perché il
parto sia facile.
Dobbiamo
evitare i principali stimoli neocorticali:
1. Il linguaggio:
il silenzio è una necessita prioritaria in una donna in travaglio;
2. Evitare domande:
provare a rispondere a una domanda
genera una gran attività della neocorteccia;
3. La luce:
prima di andare a dormire spegniamo la luce per facilitare che la ghiandola pineale
liberi melatonina che riduce a sua volta l’attività neocorticale ( la cosidetta
frase “spegnere il cervello!”, il senso della vista è più intellettuale dei
nostri sensi);
4. Evitare che la donna si senta
osservata: evitare che
l’ ostetrica si sieda di fronte alla donna osservandola, ma si metta in un
angolo tranquilla;
5. Percezione di un pericolo:
fare in modo che si senta sicura
Un
importantissimo ginecologo Michel Odent parla del cosidetto “CONTAGIO
EMOZIONALE” dove gli stati emozionali con intensa liberazione di adrenalina si
contagiano. Non si può raggiungere uno stato di completo rilassamento se
abbiamo vicino qualcuno che è teso, uno delle principali preoccupazioni di una
autentica ostetrica è mantenere il suo indice di adrenalina il più basso possibile,
questo si può comprendere bene se ricordiamo che anticamente la levatrice era
una donna che aspettava il tempo tessendo,un atto ripetitivo come fare il punto
costituisce un mezzo per far scender l’indice di adrenalina.
Solo
in questi casi il corpo della donna produce endorfine ( i nostri ormoni naturali simili alla
morfina) in un livello adeguato per portare al minimo il livello del dolore.
La
sensazione dolorosa e gli stimoli esterni viaggiano metaforicamente su due
strade parallele che vanno dalla pelvi al cervello, con adeguati stimoli quali
ad esempio il tatto, un massaggio, alternanza di caldo freddo riusciamo a fare arrivare in ritardo al
cervello lo stimolo del dolore che detto sempre metaforicamente viaggia sulla
strada più lenta, gli stimoli sull’autostrada (per capirci meglio es: quando ci
scottiamo un dito e lo mettiamo sotto l’acqua fredda la prima sensazione che
abbiamo è il sollievo, il dolore sopraggiunge in seguito). Quindi con il giusto
gioco di equilibri ormonali tra adrenalina, ossitocina ed endorfine e la giusta
gestione dell’analgesia naturale e dei cambi posturali noi donne possiamo
realmente vivere il dolore del parto nella sua forma fisiologica e non
patologia, anzi beneficiando di un’esperienza unica, che ci fa riscoprire il
potere e le potenzialità del corpo, alcune riferiscono perfino un esperienza
simile ad un orgasmo di origine sessuale. Per non parlare delle ripercussioni
che un’ esperienza così primitiva e selvaggia può avere sulla nostra anima e in
seguito sulla maternità e nella relazione con i nostri bambini, le potenzialità
e i livelli ormonali per andare incontro all’allattamento altro momento che ci puo’ mettere a dura prova
e inoltre meno rischio di andare incontro al fenomeno della depressione
postpartum.
Le
endorfine sono analgesici naturali, creano sensazione di benessere e promuovono
sentimenti positivi, creano il clima emozionale per il vincolo materno - filiale,
permettono un effetto amnesico perché ci si dimentichi dei momenti peggiori del
parto per tornare a riprodursi. Si liberano in risposta al travaglio di parto e
allo sforzo, senza questi fattori le endorfine non si libereranno nel circolo
sanguigno e la donna soffrirà di più e sarà meno preparata per dare alla luce
suo figlio.
Il
dolore del parto è fondamentale per il disincatenarsi della produzione
ormonale, è necessario riconoscere che i problemi dell’allattamento, il
fallimento del vincolo e la mancata nascita dei sentimenti materni possono
essere conseguenza delle pratiche inappropriate durante il parto che colpiscono il delicato equilibrio degli ormoni
della gravidanza e del parto.
Il
dolore non è una malattia, un malessere che con il tempo i medici hanno
considerato prescindibile, senza valore alcuno, un male da curare con la
tecnologia e i trattamenti.
Dobbiamo
comprendere che mettere a tacere il dolore del parto è molto più che eliminare
qualcosa di fisico, va molto più in la, parliamo dell’importanza che tutto questo ha nel nostro
futuro di mamme e per i nostri bambini..per le donne nel futuro…
..e
proprio queste donne saranno capaci di mettere al mondo un figlio con i propri
ormoni dell’amore?
..quali
saranno le conseguenze di un sistema ossitocico debilitato?
…le
capacità di partorire si andranno perdendo di generazione in generazione, ora
che ogni volta di più andiamo incontro all’aiuto farmacologico dove l’infusione
dell’ossitocina sintetica si sostituisce alle sostanze analgesiche naturali che
il nostro stesso corpo produce?
Vi
lascio con questi interrogativi e voglio che riflettiamo molto anche su come
spesso noi ostetriche assistiamo un parto incapaci di incontrare la chiave di
lettura di ogni donna cosiderandola un essere speciale, con una sua storia
personale e non creando situazioni tali che il maggior numero possibile di
donne possa dare alla luce i suoi bambini e le loro placente contando
unicamente con la liberazione del suo proprio cocktel di ormoni dell’amore!!
Quest'articolo lo dedico alle mie due amiche che partoriranno a breve Sonia prima e Annalisa poi...spero vi possa essere di grande stimolo...potete e possiamo farcela.. Auguri!!!
ORIELLA