venerdì 7 dicembre 2012

GIULIANA MUSSO..Nati in casa!!!

UNO SPETTACOLO CHE TUTTI DOVREBBERO VEDERE..DIVERTENTE E CHE CI FA RIFLETTERE PROFONDAMENTE!!!...
ECCONE UNA PARTE...BUONA VISIONE

martedì 4 dicembre 2012

I NOSTRI CORSI

            .... ALCUNI BELLISSIMI MOMENTI DEI NOSTRI CORSI CON LE NOSTRE MAMME..











ECO DONNE ECO BIMBI

       PARLANO DI NOI... SULLA GAZZETTA DI REGGIO!
SERATA " ECO DONNE ECO BIMBI " SAN MARTINO IN RIO  29 NOVEMBRE 2012
























venerdì 5 ottobre 2012

TAGLIO CESAREO E INDUZIONE DEL PARTO

Speriamo che il messaggio da noi lanciato ieri sera, nella serata informativa " Taglio cesareo e induzione del parto due medicalizzazioni importanti da comprendere", sia stato  ben percepito! tanti terminoni tecnici e tanti concetti..forse ce ne sarebbe da discutere per un giorno invece che un'ora, ma la cosa più importante è che non vogliamo demonizzare questi temi anzi renderli alla portata di tutti. Con una vera e reale informazione la donna/ coppia/ famiglia può scegliere attivamente riguardo i temi della gravidanza, parto, puerperio e genitorialità...
L'induzione e il taglio cesareo possono essere due importantissimi salvavita...( L'OMS dichiara che la percentuale accettabile per essere davvero "salvavita" è un 10-15%, in Italia abbiamo il 68% secondi al mondo dopo il Brasile...forse salvavita non è..ci stiamo  davvero interrogando??) ma è chiaro che il loro prepotente abuso ( messaggio ottenuto dai dati statistici italiani in relazioni agli altri paesi mondiali) non può far altro che indebolire la donna dal punto di vista psicologico e culturale...
..rendendo comune nella nostra società questa tecnica come " nuova forma di nascere"....Chiediamo...sempre..informiamoci da professionisti di fiducia...non viviamo nella passività la gravidanza...che NON E' UNA MALATTIA!!!!!!


Vi aspettiamo numerosi al prossimo incontro  su " Cuccioli sempre con sè!" sempre a San Martino in Rio ( RE).

venerdì 28 settembre 2012

SERATA INFORMATIVA A SAN MARTINO IN RIO

Bellissimi momenti di confronto ieri sera a San Martino in Rio (RE) per il nostro incontro a tema sul "Dolore nel parto", volevamo ringraziare tutte le persone intervenute.. singoli, coppie, mamme e pancioni :)  , inoltre un grazie al Comune  e l'Assessorato alla Cultura che ha patrocinato gli eventi!!!
Per qualsiasi chiarimento o nuovi dubbi sul tema siamo qui pronte a rispondevi sul nostro blog sempre disponibile, per aver un rapporto diretto e meno formale possibile!
Vi aspettiamo numerosi al prossimo evento su "Il Taglio cesareo e induzione al parto" il 4 ottobre 2012 alle h 21.00 presso l'Oratorio di San Rocco a San Martino in Rio (RE).

Le ostretriche di La Rosa di Jericho 

venerdì 14 settembre 2012

PERCHE' UN OSTETRICA??


Ci è sembrato interessante pubblicare uno degli ultimi articoli presenti nel "el parto es nuestro" sull'importanza dell'assistenza ostetrica!
                  Perché una ostetrica?
Perché è importante che le gravidanze e parti fisiologici siano seguiti  da ostetriche?
Per rispondere a questa domanda, abbiamo brevemente descritto i vantaggi che il modello tradizionale di cura  delle ostetriche hanno per la salute delle madri e dei neonati, e i vantaggi sempre maggiori per i sistemi sanitari pubblici. Ecco alcune le differenze professionali:

GINECOLOGO/A
OSTETRICO/A
Sono chirurghi e specialisti della patologia degli organi riproduttivi femminili.
Sono specialiste della fisiologia e del parto e la loro formazione è orientata a preservarla, includendo anche gli aspetti sociali e psicologici.
La loro formazione è orientata a risolvere i problemi. La specializzazione nei casi di alto rischio sempre più impregna anche quelli di basso rischio creando purtroppo a volte dei danni invece che benefici.
Più che intervenire la loro formazione è incentrata sul preservare la normalità del parto e prestare accompagnamento alla donna.
Il loro intervenire in genere comporta atti invasi che comportano rischi tali da valutare sempre il rapporto rischio/beneficio.
Lavorano su alcuni aspetti della salute della donna sempre valutandone la patologia.
Hanno un ampio repertorio di rimedi semplici e non invasi per risolvere i problemi che si possono presentare. Offrono un tipo di attenzione flessibile e individualizzata.
Hanno un attenzione globale sulla salute della donna incentrata sulla fisiologia sapendo riconoscere la patologia quando subentra.

Negli studi che hanno confrontato l'assistenza di ostetriche con quella dei medici nelle gravidanze a basso, gli esiti neonatali sono risultati simili, il che significa che in questo tipo di assistenza, intervenire in qualche non ha alcun beneficio. I risultati sulla salute materno-infantile delle nascite assistite da ostetriche sono buoni o migliori di quelli assistiti dai ginecologi, i tassi di intervento e uso di farmaci è molto più basso (studi 1,2,3). I risultati della ricerca confermano i benefici del modello di erogazione delle cure ostetriche di per sé, ma per ragioni di spazio citiamo solo alcuni di essi. 
Per l'OMS, l'ostetrica  è la  professionista più appropriata ed economica a cui assegnare le cure di una gravidanza e parto fisiologico,includendo  tra le sue funzioni lo stabilire i vari rischi e il riconoscimento di complicanze.
Perché ginecologi  non dovrebbero supervisare le ostetriche e dare loro ordini quando assistono parti fisiologici?
Il lavoro di ostetrica può essere influenzato o limitato quando si sviluppa in un ambiente molto tecnico o quando i ginecologi ne dettano le regole. Nessuno studio si è specificamente dedicato a valutare come influisce tutto questo sulle ostetriche che lavorano in luoghi in cui è imposto il modello medico, ma possiamo citarne  uno che ha confrontato  il tasso di interventi in un gruppo di 1.750 donne che sono state ricoverate in un servizio ostetrico di un istituto universitario sotto la supervisione di medici di famiglia, con un gruppo di 2.800 hanno partecipato a un altro centro sotto la supervisione di ginecologi . Dopo tenendo conto delle differenze nei fattori di rischio, il risultato è stato che le donne che frequentavano il servizio guidato da ginecologi sono state esposte quattro volte in  più alla probabilità di avere un parto cesareo e del  50% in più di probabilità di soffrire di una episiotomia.
C'è anche uno studio pilota canadese sul lavoro delle ostetriche, in cui abbiamo messo a confronto il tasso di interventi in 79 donne a basso rischio seguite da ostetriche a 373 seguite da ginecologi. Il numero di donne sottoposte amniotomia era inferiore nel primo gruppo (33% contro 47%), e anche l'uso di epidurale (34% contro 49%). Gli autori notarono che questi risultati sottovalutano la difficoltà di lavorare sotto controllo medico per ottenere risultati ottimali.

lunedì 10 settembre 2012

HO UN SORRISO SULLA PANCIA


Ho un sorriso sulla pancia

Bellissima poesia scritta da una mamma dopo il suo cesareo, quante madri oggi vivono e sentono queste parole?
Grazie a tutte le donne, che come lei, lottano per superare il dolore di un cesareo innecessario
e per una nascita migliore.



"HO UN SORRISO SULLA PANCIA"

Ho un sorriso
senza denti, senza labbra e senza luce:
ho un sorriso sulla pancia.
Sorriso amaro
di sangue e di paura
di sgomento e di sconforto
di "se " e di "Ma"
di rabbia e di rimpianto.
Un sorriso di attese
di speranze disattese
di illusioni frantumate
di gioie derubate
maltrattate
smorzate
SOFFOCATE
Sei un sorriso che fa a pungi
che fa a pugni con la VITA
Sei un sorriso bugiardo, traditore e beffardo:
tu sorridi e dai la Vita
sei sorriso
ma sei ferita.
..Sorridi....e aspetti....
aspetti un mio perdono....
Chiudo gli occhi e rivedo quel che sono:
non faccio promesse...ma sono MADRE
Grazie per questo dono.
 
(Francesca Raschiatore)

domenica 9 settembre 2012

IL DOLORE NEL PARTO


In questi anni molte volte ho dovuto lottare sopra questo tema “IL DOLORE DEL PARTO” e “IL RUOLO DELL’OSTETRICA”, le discussioni più grandi sono state con medici, anestesisti, a volte con mariti… che mi “ accusavano” di trattare la donna come un animale perché stava soffrendo e non praticavamo un analgesia o per le posizioni che facevo assumere alla donna nel travaglio, di annullarle la razionalità, che nel nostro secolo è impossibile che le nostre donne soffrano, che siano animali.. perchè siamo esseri razionali..
Quello che ho meditato in questi anni di esperienza e aver assistito moltissimi parti nelle piu’ svariate situazioni è  che sempre di più il parto è stato mascolinizzato, che agli uomini non piace vedere le donne gridare, arrabbiarsi, muoversi come matte, dire cose senza senso, andare come in trance perdendo la ragione…e  no questo non può essere… non può essere per alcuni di loro che non siamo più le donne tranquille, femminili, ben aggiustate, che parlano bene, che controllano tutto e che non si sottomettono agli ordini…
La verità è che per anni gli uomini non hanno partecipato al processo del parto, le donne sono sempre state accompagnate da altre donne maternali è stato negli anni 70 che gli uomini poco a poco sono entrati nelle sale parto quindi fino ad allora non avevano mai immaginato cosa volesse dire dare alla luce un figlio, la forza che esprime una donna per confrontarsi con il travaglio e questo gli anche mostrato apertamente come possono essere forti le donne davanti ad un dolore “ che sembra  farti morire” ( a detta delle mamme che hanno partorito!”)…loro che sempre sono stati i detentori della forza nella famiglia, che cacciavano gli animali, facevano le guerre, lavoravano tutto il giorno… eccoli confrontarsi con una nuova forza che mai avevano visto “il dolore del parto” e come le donne lo affrontano!
Con il tempo i nostri parti hanno raggiunto limiti patologici con indici di ormoni dello stress elevati, perché?..Perchè dobbiamo rispondere a tutte aspettative della gente intorno a noi durante il travaglio: i protocolli degli ospedali a volte troppo stretti, che il nostro corpo lavori al ritmo di un centimetro all’ora se no mi romperanno le membrane, mi metteranno l’ossitocina, mi faranno un cesareo, che il corpo inneschi il travaglio entro le 41 settimane altrimenti mi indurranno il parto o ancora peggio se non è in turno il mio ginecologo, niente grida o il personale sanitario potrebbe infastidirsi e mi proporranno un epidurale o morfina per farmi stare tranquilla, che il mio bimbo nasca in un ora di spinta o mi faranno una ventosa, che non mi muova molto o che mi  metta come loro mi dicono..è se il mio corpo mi spinge a muovermi e per intuito mi propone delle posture che mi danno sollievo?...signora che è lei a decidere mi faccia fare il mio mestiere!..e molto molto di più…troppe le aspettative proprio mentre ci stiamo confrontando con un’esperienza unica, un dolore unico che all’improvviso può cambiare la sua faccia e trasformarsi così per queste costrizioni da dolore fisiologico a patologico.
Il dolore ci protegge e vogliono azzittirlo perché??? E con gli anni le stesse donne  che si erano tramandate i segreti del parto e li avevano custoditi ora chiedono di azzittirlo..ora con tutta questa tecnologia è inutile soffrire…ed ecco il netto cambio culturale, associare il dolore del parto a qualcosa di retrogrado..delle nostre nonne..noi no…noi donne che lavoriamo, donne in carriera e affermate, colte e intelligenti perché vivere tanto dolore quando il progresso avanza?..abbiamo perso l’antica sapienza e la cultura della potenza del nostro corpo, preferiamo drogarlo, non capire più nulla e terminare…
Ed è qui che entriamo noi in scena, la figura dell’ostetrica che ha il compito di educare e far riscoprire alle donne il potere del dolore fisiologico e cosa stiamo perdendo con gli anni a tal punto da non trasmetterlo più alle generazioni future.
Dobbiamo partire dalla radice e spiegare bene due cose fondamentali:
- la lotta durante il parto tra adrenalina e ossitocina;
- mettere la neocorteccia ( la nostra parte del cervello intellettuale) a riposo;
Analizziamo il primo punto..I mammiferi in generale in una situazione di emergenza secernano adrenalina e non possono liberare ossitocina (l’ormone timido dell’amore,timido perchè bastano intrusioni esterne o situazioni non familiari per eviatarne la produzione), questo come meccanismo evasivo d’istinto per garantire la sopravvivenza e la protezione per la partoriente e il suo bebè. Produrre adrenalina ( uno degli ormoni del nostro corpo) è una risposta automatica ad una situazione che ci fa paura o ci risulta una minaccia. Le donne che stanno per mettere al mondo un bambino sono molto vulnerabili; i sintomi della elevata produzione di adrenalina sono: aumento della pressione sanguigna, caldo freddo sulla pelle, pupille dilatate, aumento del ritmo cardiaco, respirazione agitata, ansietà..ecc possono mettersi in marcia in seguito a una serie di fattori stressanti: rumori forti, ambienti poco familiari per il parto, interruzioni o distrazioni, mancanza di privacy e procedimenti invasivi,vergogna..ecc
E qui che sta l’arte dell’ostetrica:
- identificare la fonte della paura ed eliminarla;
- adottare rimedi basici per il controllo del panico;
- evitare procedimenti innecessari;
- cambiare l’ambiente e renderlo accogliente;
- abbassare le luci, proporzionare un ambiente tranquillo e rilassante,
- ridurre il numero degli assistenti;
- facilitare l’assistenza continuativa di professionali con empatia;
- cacciare chiunque manifesti segni di ansia;
- dare tempo all’adrenalina di diminuire e all’ossitocina ed endorfine  di riapparire ( più o meno in un’ ora)
Per il secondo punto,quello che riguarda la neocorteccia l’importante è che abbandoni la sua attività e si ponga a riposo per assomigliare alla maggior parte dei mammiferi. Questa soluzione è facilmente comprensibile da quel gruppo di madri che hanno partorito con le minime interferenze possibili. Quando una donna partorisce in questo modo arriva un momento in cui ha l’impressione  di disconnettersi dal mondo, si dimentica di tutto quello che ha imparato, letto, di quali erano i suoi progetti. Osa comportarsi in una maniera che non consideriamo accettabile per una donna civilizzata: grida, si arrabbia, manca dei principi della buona educazione, dice cose senza senso, adotta posture strane, sorprendenti, primitive, molte volte quadrupedi, è in un altro pianeta. Questo è il segnale evidente della riduzione del controllo neocorticale ( cervello intellettuale) condizione previa perché il parto sia facile.
Dobbiamo evitare i principali stimoli neocorticali:
1.  Il linguaggio: il silenzio è una necessita prioritaria in una donna in travaglio;
2.  Evitare domande: provare a rispondere  a una domanda genera una gran attività della neocorteccia;
3.  La luce: prima di andare a dormire spegniamo la luce per facilitare che la ghiandola pineale liberi melatonina che riduce a sua volta l’attività neocorticale ( la cosidetta frase “spegnere il cervello!”, il senso della vista è più intellettuale dei nostri sensi);
4.  Evitare che la donna si senta osservata:  evitare che l’ ostetrica si sieda di fronte alla donna osservandola, ma si metta in un angolo tranquilla;
5.   Percezione di un pericolo: fare in modo che si senta sicura

Un importantissimo ginecologo Michel Odent parla del cosidetto “CONTAGIO EMOZIONALE” dove gli stati emozionali con intensa liberazione di adrenalina si contagiano. Non si può raggiungere uno stato di completo rilassamento se abbiamo vicino qualcuno che è teso, uno delle principali preoccupazioni di una autentica ostetrica è mantenere il suo indice di adrenalina il più basso possibile, questo si può comprendere bene se ricordiamo che anticamente la levatrice era una donna che aspettava il tempo tessendo,un atto ripetitivo come fare il punto costituisce un mezzo per far scender l’indice di adrenalina.
Solo in questi casi il corpo della donna produce endorfine  ( i nostri ormoni naturali simili alla morfina) in un livello adeguato per portare al minimo il livello del dolore.
La sensazione dolorosa e gli stimoli esterni viaggiano metaforicamente su due strade parallele che vanno dalla pelvi al cervello, con adeguati stimoli quali ad esempio il tatto, un massaggio, alternanza di caldo freddo  riusciamo a fare arrivare in ritardo al cervello lo stimolo del dolore che detto sempre metaforicamente viaggia sulla strada più lenta, gli stimoli sull’autostrada (per capirci meglio es: quando ci scottiamo un dito e lo mettiamo sotto l’acqua fredda la prima sensazione che abbiamo è il sollievo, il dolore sopraggiunge in seguito). Quindi con il giusto gioco di equilibri ormonali tra adrenalina, ossitocina ed endorfine e la giusta gestione dell’analgesia naturale e dei cambi posturali noi donne possiamo realmente vivere il dolore del parto nella sua forma fisiologica e non patologia, anzi beneficiando di un’esperienza unica, che ci fa riscoprire il potere e le potenzialità del corpo, alcune riferiscono perfino un esperienza simile ad un orgasmo di origine sessuale. Per non parlare delle ripercussioni che un’ esperienza così primitiva e selvaggia può avere sulla nostra anima e in seguito sulla maternità e nella relazione con i nostri bambini, le potenzialità e i livelli ormonali per andare incontro all’allattamento  altro momento che ci puo’ mettere a dura prova e inoltre meno rischio di andare incontro al fenomeno della depressione postpartum.
Le endorfine sono analgesici naturali, creano sensazione di benessere e promuovono sentimenti positivi, creano il clima emozionale per il vincolo materno - filiale, permettono un effetto amnesico perché ci si dimentichi dei momenti peggiori del parto per tornare a riprodursi. Si liberano in risposta al travaglio di parto e allo sforzo, senza questi fattori le endorfine non si libereranno nel circolo sanguigno e la donna soffrirà di più e sarà meno preparata per dare alla luce suo figlio.
Il dolore del parto è fondamentale per il disincatenarsi della produzione ormonale, è necessario riconoscere che i problemi dell’allattamento, il fallimento del vincolo e la mancata nascita dei sentimenti materni possono essere conseguenza delle pratiche inappropriate durante il parto che  colpiscono il delicato equilibrio degli ormoni della gravidanza e del parto.
Il dolore non è una malattia, un malessere che con il tempo i medici hanno considerato prescindibile, senza valore alcuno, un male da curare con la tecnologia e i trattamenti.
Dobbiamo comprendere che mettere a tacere il dolore del parto è molto più che eliminare qualcosa di fisico, va molto più in la, parliamo  dell’importanza che tutto questo ha nel nostro futuro di mamme e per i nostri bambini..per le donne nel futuro…
..e proprio queste donne saranno capaci di mettere al mondo un figlio con i propri ormoni dell’amore?
..quali saranno le conseguenze di un sistema ossitocico debilitato?
…le capacità di partorire si andranno perdendo di generazione in generazione, ora che ogni volta di più andiamo incontro all’aiuto farmacologico dove l’infusione dell’ossitocina sintetica si sostituisce alle sostanze analgesiche naturali che il nostro stesso corpo produce?
Vi lascio con questi interrogativi e voglio che riflettiamo molto anche su come spesso noi ostetriche assistiamo un parto incapaci di incontrare la chiave di lettura di ogni donna cosiderandola un essere speciale, con una sua storia personale e non creando situazioni tali che il maggior numero possibile di donne possa dare alla luce i suoi bambini e le loro placente contando unicamente con la liberazione del suo proprio cocktel di ormoni dell’amore!!


Quest'articolo lo dedico alle mie due amiche che partoriranno a breve Sonia prima e Annalisa poi...spero vi possa essere di grande stimolo...potete e possiamo farcela.. Auguri!!!
 ORIELLA

domenica 2 settembre 2012

NASCERE DAL METODO LEBOYER

Tratto dal film "NASCERE e SHANTALA , la nascita senza violenza e il massaggio del bambino" .

Quando i bambini vengono al mondo, invece di respirare semplicemente, urlano. Che cosa significano le loro grida?
I neonati hanno occhi e vedono, hanno orecchie e sentono; eppure noi ci ostiniamo ad accoglierli con luci violente e nel frastuono delle nostre voci
"Questo film non riguarda la medicina" ha scritto lo stesso Leboyer,
"ma è una riflessione sulla sofferenza, langoscia, la vita."

http://www.ilgiardinodeilibri.it/dvd-video/__il_rito_della_nascita-dvd.php?pn...

Frédérick Leboyer è nato in Francia nel 1918. Medico ostetrico-ginecologo, è
stato primario della Clinica Ostetrica dellUniversità di Parigi. Nel 1974 ha
pubblicato in Francia il suo primo libro, Per una nascita senza violenza, che, tradotto in tutto il mondo, è divenuto il testo di riferimento di un nuovo
modello dellarte ostetrica. Leboyer è considerato il precursore del cosiddetto parto dolce noto anche come metodo Leboyer.

Nella clinica parigina nella quale lavorò stabilì una serie di condizioni che permettessero al neonato una nascita senza traumi inutili.
Secondo Frédérick Leboyer:
- Dopo il parto il bambino possa riprendersi dallo stress del parto sull'addome della madre affinché continui a sentirne il calore e il battito cardiaco.
- Il cordone ombelicale venga reciso tardivamente (dopo che ha smesso di pulsare) in modo da facilitare e rendere meno traumatico il passaggio alla respirazione polmonare.
- Alla madre e al bambino venga lasciato un po' di tempo per "conoscersi" e che il bagnetto e le procedure mediche post-parto vengano effettuate successivamente.
- Qualora possibile tutte le operazioni che coinvolgono il bambino dovrebbero avvenire in modo molto delicato, evitando rumori, movimenti bruschi e luci troppo intense.
- Le sale parto dovrebbero corrispondere a questa esigenza, dovrebbero essere quindi degli ambienti confortevoli, isolati acusticamente e senza luci troppo intense.

Molte di queste indicazioni sono state nel tempo recepite da molti reparti di ostetricia degli ospedali di tutto il mondo.

TESTIMONIANZA DI UNA MAMMA..RIPRENDIAMOCI IL PARTO NATURALE!



ECCO COSA SCRIVE UNA MAMMA "RIPRENDIAMOCI IL PARTO NATURALE,SOTTRAIAMOCI ALL'ABUSO DELLA MEDICALIZZAZIONE":

Non è più possibile tollerare le condizioni disumane in cui avvengono i parti e le nascite oggi nelle strutture ospedaliere, soprattutto in Italia.
Già durante la gravidanza c'è un assurdo accanimento medico che riduce il meraviglioso e naturale evento NASCITA a malattia: NIENTE DI PIU' FALSO e pericoloso per la donna, che rischia di concentrarsi su paure infondate che vengono incentivate per riempire le tasche (solo in nome del dio denaro interferendo in modo crudele nel bene di donna e bambino) dei soliti AVVOLTOI, privi di sensibilità e di scrupoli.
ATTENZIONE DONNA... non lasciare che la tua prudenza e il tuo "cieco adeguamento" ai dettami socio-economico-culturali diventino armi a doppio taglio che ti recidono ineluttabilmente il preziosissimo contatto con il tuo intimo centro, il tuo proprio "sacro" intuito e creano distanze e dolore INUTILI e DISUMANI nel cammino di crescita con i propri figli.
La comunicazione con i Bambini può avvenire solo quando il nostro Essere, che è di solito sepolto al di sotto della mente, si rivela. ۞

Buon recupero d'ISTINTO: è un Tuo diritto di nascita, Donna, ti appartiene, non costa niente e dà tanta Forza e Gioia, quella naturale, duratura - che diventa parte della propria Vera Essenza - e non quella illusoria, artificiale e grossolana che lascia il tempo che trova.
L'intuito dona capacità di discernimento e, quindi, preserva da ostacoli che mantengono in una sub-umana ignoranza.
Niente ti potrà più precludere di pretendere e vivere un'Esistenza Vera, rispettosa dell'Essere Umano e del Bene Comune.

Il tuo INTUITO ti accompagnerà sulla via giusta e vera, non altre persone o altrui volontà.

Termino con un'affermazione di Vicki Noble:
"[...] di solito, noi occidentali siamo rozzi e INSENSIBILI AI MESSAGGI SOTTILI CHE UNA PERSONA RADICATA NELLA TERRA COMPRENDEREBBE PER INTUITO e commettiamo errori grossolani a causa della scarsa fluidità della coscienza che abbiamo ereditato." 

Un fraterno abbraccio a Te, che hai avuto la pazienza e l'umiltà di leggere sin qui.

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Mi permetto ricordarVi di leggere i due preziosi libri di Frédérick Leboyer: "Per una nascita senza violenza" e "Natività" (quest'ultimo purtroppo fuori commercio ma reperibile tramite il sistema di interprestito bibliotecario).
Il primo testo riguarda il parto e la nascita dal punto di vista del bambino mentre l'altro il parto e la nascita dal punto di vista della donna.

sabato 1 settembre 2012

Nasce finalmente la nostra Associazione...composta da quattro ostetriche libere professioniste attive su tutto il territorio modenese e la provincia di Reggio Emilia!!!

La Rosa di Jericho è  nata collegandosi al suo significato antico e simbolico, è una pianta del deserto che si presenta chiusa e secca, avvolta su sé stessa. Questa pianta può sopravvivere per lunghi periodi senza acqua, ma ne bastano poche gocce al giorno affinchè si apra e torni a essere verde e vellutata. 
Abbiamo deciso di vivere a 360 gradi la nostra meravigliosa professione! se facessimo un sondaggio e chiedessimo " Cosa fa l'ostetrica?" ci verebbe comunemente risposto " Ma è quella che fa nascere i bambini!"..Ma certamente! quella è una parte delle nostre competenze, la MATERNITA' e tutto ciò che ruota intorno a lei!
E’ il simbolo della nostra Associazione perché rappresenta la “vita che non muore mai” e l’amore che può farla rifiorire. Le caratteristiche della pianta sono metafora della condizione psicologica  dell'abbandono che con il sostegno, l'amore e l'accompagnamento nel cammino della vita possono dare i loro frutti anche in condizioni estreme.